International Yang Family Tai Chi Chuan Association

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Articoli:
§Tai Chi Chuan una famiglia, GM Yang Jun
§Metodi di base per la pratica, GM Yang Jun
§Rigidezza e morbidezza, GM Chen Zhenglei
§Il taijiquan e’ un’arte completa, GM Sun Yongtian
§Caratteristiche del taijiquan stile He, GM He Youlu
§Il valore della teoria tradizionale nella pratica del taijiquan, GM Ma Hailong

Rigidezza e morbidezza nel taijiquan della famiglia Chen

del Gran Maestro Chen Zhenglei

La rigidezza e la morbidezza nel Taijiquan sono state analizzate in dettaglio da Chen Changxing (陈长兴) e Chen Xin (陈鑫) nei loro scritti sul Taiji. Tuttavia molti praticanti non riescono ad applicare i principi e tuttora usano la forza bruta nell'esercizio Taiji dello spingere con le mani. Loro si oppongono con rigidezza senza rendersi conto della “legge di natura che più solida è la tua base, più violento diventa l'attacco del nemico”. Questo è contrario al principio del Taiji di utilizzare la morbidezza per vincere la durezza e le interdipendenti relazioni esistenti fra durezza e morbidezza. Un principio fondamentale del Taiji è quello di formare un cerchio perfetto internamente ed esternamente senza concavità o sporgenze. Vorrei ragionare su ciò che ho compreso sulla rigidezza e morbidezza del Taiji.

«Nessun inizio e nessuna fine può essere
ravvisata in alcuna mossa, né alcuna
traccia o modello di movimento da seguire.
Questo accade quando si perviene al
vero significato del Taiji.»

Cos'è la durezza e la morbidezza nel Taiji? “Durezza” è la potenza esplosiva, detta anche potenza elastica. Il meccanismo che genera questa potenza esplosiva deriva dal ruotare il corpo in rotazioni a spirale aventi come asse la vita per attivare il qi interno nel dantian. Questo tipo di potenza può essere ottenuta solo tramite un allenamento con posture aperte e rilassate e con movimenti morbidi e lenti. Può essere generata solo per mezzo del processo di liberarsi della rigidezza per acquisire morbidezza al fine di attivare la naturale bio-energia prenatale – qi (il qi del dantian 丹田之气). Non è la forza muscolare postnatale che si vede normalmente. La “morbidezza” viene descritta nel Manuale del Taiji come ottenibile tramite “un allenamento di lunga durata per convertire la durezza in morbidezza e per forgiare la morbidezza trasformandola in durezza. Solo quando la durezza e la morbidezza sono in equilibrio può mostrarsi lo yin e yang”. Morbidezza non è soltanto essere sciolti e fiacchi. È una gentile spirale di forza ottenuta dopo che la rigidezza è stata eliminata. Questi due tipi di forza costituiscono l'essenza del Taiji. Non si ottengono facilmente senza una pratica diligente e perseverante per un lungo periodo di tempo.

Nella fase iniziale, si richiede al praticante d'eseguire le mosse del Taiji con movimenti lenti e gentili. Molta gente non comprende il Taiji ritenendolo “morbido, con mosse di fantasia senza pratica utilità e adatto solo ai vecchi”. Per favore prendete nota che il requisito di movimenti lenti e gentili costituisce solo un metodo di allenamento, non l'obiettivo finale. In modo simile alla meditazione da seduti o alla posizione dello star ritti su un dito nello “One Finger Zen” o con l'allenamento dello “Spaccare la Pietra”, si può acquisire una tremenda potenza combattiva tramite un allenamento caratterizzato da movimenti lenti e gentili.

Il primo passo nella pratica del Taiji punta a liberarsi della rigidezza e acquisire morbidezza. La forza goffa e la potenza bruta devono essere completamente riorganizzate. Per esempio, quando qualcuno solleva un oggetto pesante, utilizza la forza muscolare. Col tempo prenderà l'abitudine di flettere i muscoli per trasportare o sollevare oggetti pesanti. Flettere i muscoli in effetti produce forza bruta. Questo tipo di forza viene definito “forza goffa” in termini di Taiji. Al contrario, la pratica del Taiji richiede che il praticante inizi con il rilassamento e si muova in modo lento, graduale e gentile. Ciò perché solo questo tipo di movimento allunga i segmenti corporei per generare una potenza elastica al fine di attivare il qi interno fondamentale e colmare tutto il corpo di qi interno.

Come si può ottenere questo? Secondo Chen Xin (陈鑫) nel suo Manuale del Taiji, “Solleva la sommità del capo e sprofonda il qi nel dantian. Incava il petto e fai scendere la vita. Lascia cadere le spalle e abbassa i gomiti. Rilassa la vita e arrotonda l'inforcatura delle gambe. Apri le anche e fletti le ginocchia. Concentra la mente e controlla il qi. Stira il corpo e allunga le braccia.”

Sollevare la sommità del capo e affondare il qi nel dantian garantisce che il praticante si preoccupi di distendere il busto. Rilassare le anche e abbassare la vita allungherà il dorso. Far scendere le spalle lasciando cadere i gomiti e rilassando i polsi farà allungare le braccia distendendo le giunture delle spalle, gomiti e polsi. Aprire le anche e piegare le ginocchia allungherà l'apertura delle gambe. Non possiamo allungare le ossa, ma possiamo lavorare sulla distensione delle giunture. Attraverso la pratica della forma, poni attenzione a calmare la mente e il respiro; coordina il respiro con il movimento. Visualizza come il qi si muove in accordo con l'intenzione per distendere e allungare il corpo. Man mano che progredisci sentirai che il qi nel dantian è più abbondante e il corpo inizierà ad avere evidenti sensazioni di distensione, formicolio, affondamento e appesantimento.

Chen Zhenglei dimostra le energie applicate nella Spinta con le Mani:
https://www.youtube.com/watch?v=UpqNZ0c2OcI

Nel discutere sulla dinamica di durezza e morbidezza, dobbiamo esaminare il riferimento a yin/yang insito nel Taiji. Dallo schema del Taiji possiamo vedere che:

  1. Lo schema del Taiji che si vede di solito è costituito da un cerchio diviso in modo uniforme da una linea curva. Le due parti ricordano la forma di un pesce. Qualcuno si riferisce allo schema del Taiji come al Pesce Yin/Yang. I due pesci yin/yang di eguali dimensioni formano lo schema senza fine del Taiji. Il pesce yin rappresenta lo yin e la morbidezza; il pesce yang rappresenta lo yang e la durezza. Dalla coda del pesce yin la morbidezza inizia a crescere. Quando la morbidezza cresce fino al suo massimo, inizia ad apparire la coda del pesce yang segnalando l'inizio della durezza. Il primo passo nella pratica del Taiji sta nel liberarsi dalla durezza per conseguire la morbidezza.
  2. I cicli senza fine della creazione e della manifestazione dell'universo sono rappresentati nello schema del Taiji con un cerchio. Lo schema mostra anche che yin e yang sono mutuamente dipendenti. L'occhio del pesce yin rappresenta yang e l'occhio del pesce yang rappresenta yin. Nella pratica del Taiji ciò viene sperimentato come la presenza di morbidezza nella rigidezza e rigidezza nella morbidezza.

Chen Xin applicò lo schema dello yin/yang quando spiegava le applicazioni marziali: “Un praticante che ha una parte di yin e nove parti di yang viene detto un bastone rigido. Uno con due parti di yin e otto parti di yang viene detto uno zappatore. Uno con tre parti di yin e sette di yang è ancora alquanto rigido. Uno con quattro parti di yin e sei parti di yang può apparire assai abile. Ma solo quando uno raggiunge la perfetta suddivisione di cinque parti di yin e cinque parti di yang può essere definito un maestro di Taiji.” Prima di aver conseguito il perfetto equilibrio di yin e yang, il modo di combattere è in effetti o pugilato morbido o pugilato rigido. Il vero Taiji dovrebbe essere un perfetto equilibrio di morbidezza e durezza con la durezza inclusa nella morbidezza e la morbidezza inclusa nella rigidezza. Questo perfetto equilibrio di durezza e morbidezza può essere ottenuto solo tramite il processo di trasformare la durezza in morbidezza, forgiando l'eccesso di morbidezza in durezza e rilassando l'eccesso di rigidezza in morbidezza. Perciò, per comprendere la durezza e la morbidezza del Taiji, bisogna prima di tutto capire perché questo sistema di combattimento si chiama Taiji. Solo quando abbiamo compreso il vero significato del Taiji possiamo iniziare a comprendere la durezza e la morbidezza del Taiji come un sistema di arte marziale.

Questo sistema si chiama Taiji perché incorpora le leggi naturali dello yin e yang. In ogni mossa, in ogni respiro e in ogni apertura e chiusura lo yang è incluso nello yin e lo yin è incluso nello yang. Quando lo yin cresce sino al suo massimo compare lo yang e quando lo yang raggiunge il suo massimo emerge lo yin. Yin e yang sono interdipendenti e inseparabili. “Apertura è yang e chiusura è yin. Colpire verso l'esterno è yang e condurre verso l'interno è yin. Nel Taiji i movimenti di apertura sono effettuati senza rilasciare potenza esplosiva e i movimenti di chiusura sono eseguiti senza colpire. È in questo modo che viene costruito un grande potenziale di energia combattiva. Praticando in questo modo, ponendo attenzione a questi dettagli, ci si può attendere di ottenere la massima precisione e raffinatezza. Soltanto allora durezza e morbidezza si muoveranno all'unisono e il vuoto e il pieno coesisteranno in modo armonico. Nessun inizio e nessuna fine può essere ravvisata in alcuna mossa, né alcuna traccia o modello di movimento da seguire. Questo accade quando si perviene al vero significato del Taiji.”

Le tecniche di mano sono suddivise in quattro tipologie yang:
Peng (掤), Lu (捋), Ji (挤) e An (按)

Questo sistema di arte marziale si chiama Taiji perché le sue tredici posizioni coincidono punto per punto con gli otto trigrammi del Taiji e lo schema dei cinque Elementi. Le tecniche di mano sono suddivise in quattro tipologie yang: Peng (掤), Lu (捋), Ji (挤) e An (按) in corrispondenza delle quattro direzioni cardinali Kan (坎), Li (离), Zhen (震) e Dui (兑); e quattro tipologie yin: Cai (采), Lie (挒), Zhou (肘) e Kao (靠) in accordo con le quattro direzioni ordinali: Qian (乾), Kun (坤), Gen (艮) e Xun (巽). I passi si distinguono in avanti, indietro, a sinistra, a destra e al centro in relazione alla teoria dei cinque elementi: metallo (金), legno (木), acqua (水), fuoco (火) e terra (土). Ogni mossa e ogni posizione può essere considerata come un'espressione di yin e yang. Pertanto questo sistema prende il nome di Taiji.

Il maestro di quattordicesima generazione della famiglia Chen, Chen Changxing (陈长兴) discusse di durezza e morbidezza nei suoi Dieci Fondamentali del Taiji (太极拳十大要论), “Potenza rigida consiste nel contrastare una forza di millecinquecento chili con quindicimila chili. Potenza morbida consiste nello sconfiggere quindicimila chili con millecinquecento chili. Uso della forza o uso dell'abilità è quello che distingue durezza da morbidezza. Durezza e morbidezza caratterizzano anche le applicazioni. Quando gli arti vengono caricati e il qi viene mostrato con una sostenuta solidità interna, viene considerata durezza. Quando il qi viene sostenuto internamente ed esternamente appare morbido e gentile, si tratta di morbidezza. Quando la potenza è dura, deve essere accompagnata dalla morbidezza, altrimenti la rotazione elicoidale e il movimento non saranno agili. Quando la potenza è morbida deve essere sostenuta dalla durezza, altrimenti la spinta e la pressione non saranno rapide. Solo quando durezza e morbidezza sono entrambe presenti supportandosi a vicenda è possibile eseguire in modo naturale applicazioni come aderire, avvolgere, legare, seguire, saltare, schivare, chiudere, abbassare, spingere, tirare, strizzare o premere. Perciò non è forse importante applicare durezza e morbidezza senza enfatizzare eccessivamente l'uno o l'altro dei due aspetti?”

Ogni posizione nel Taiji è il compimento del processo dalla morbidezza alla durezza. In termini di respiro e potenza, si esegue normalmente con una pronunciata espirazione per favorire l'emissione di potenza esplosiva. Il corpo si trova nello stato delle Sei Coordinazioni (六合). Il movimento finale è in genere più veloce per mostrare la durezza. Da una posizione fissa alla prossima mossa, il processo a spirale e di chiusura viene eseguito con movimenti morbidi. In termini di respiro e potenza viene eseguito inspirando per accumulare energia. Le mosse sono più morbide e più lente nei movimenti di apertura.

«Questo non è vero soltanto per le arti marziali; è anche vero per tutte le cose del cosmo, così come accade qui sulla Terra.»

Il processo dalla morbidezza alla durezza e dalla durezza alla morbidezza si deve compiere con rotazioni elicoidali. Movimenti delle mani con cambi di direzione devono essere eseguiti con contrazione e ripiegamento. I passi in avanti e indietro devono essere eseguiti con rotazioni e girando. Apertura e chiusura, contrazione ed espansione devono succedersi con movimenti continui e privi di soste. Intenzione ed energia devono essere mantenute sincronizzate così che la contrazione sia anche espansione e l'espansione sia anche contrazione. Questo non è vero soltanto per le arti marziali; è anche vero per tutte le cose del cosmo, così come accade qui sulla Terra.


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